Storia

il nome di una birra, una tradizione di famiglia

UNA BIRRA REGALE

Era il 1172 quando il Visconte Edoardo di Montebello, fu chiamato a unirsi all’esercito che i fanesi stavano inviando ad Ancona in sostegno ai soldati teutonici che, per volere dell’imperatore Federico Barbarossa, si preparavano a cingere d’assedio la città marchigiana.
Tra i soldati scorrevano fiumi di un “elisir dorato” in grado, a detta dei teutoni, di “rinvigorire lo spirito dello sconfitto così come amplificare la gioia del vincitore”. Si trattava di una birra regale, dono dell’imperatore al suo esercito.
Mai Edoardo aveva assaggiato qualcosa di simile, così, rientrato sconfitto nella sua Montebello, decise di far conoscere quella deliziosa bevanda al suo popolo.
Qualche mese dopo si mise in viaggio verso la Bassa Lorena (l’attuale Belgio). Grazie alle informazioni ottenute all’accampamento, trovò la piccola comunità di frati benedettini dedita alla produzione di quella birra. Lo tennero con loro per diversi mesi. Edoardo ascoltò con molta attenzione i preziosi insegnamenti e si appuntò ogni passaggio con dovizia di particolari.
Il Visconte purtroppo morì poco prima di riuscire a realizzare il suo sogno, ma fortunatamente i suoi scritti sono rimasti perfettamente conservate nella biblioteca di famiglia.
E’ così che nel 2014 due discendenti di Edoardo, grazie all’aiuto di un mastro birraio belga, hanno deciso di riportare in vita questa antica ricetta.
“… sic transit gloria mundi” scriveva il Visconte raccontando ad un amico questa storia poco prima di morire. Con queste parole il Visconte descriveva l’insuccesso causato dalla malattia in seguito a ciò che considerava una grande vittoria: l’aver carpito i segreti di quella birra eccezionale.

Gloria Mundi - una birra regale
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Colli al Metauro (PU)